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Roger Couyet è un prigioniero francese evaso dal campo di Laterina e in questa lettera, dopo un viaggio nell'aretino propiziato da Ivo Barbini, racconta episodi di vita partigiana nei quali compaiono anche Domenico Galli e Giovanni Zuddas "Tifone"

Mio caro Barbini
Quando Galli ci ha accompagnati ad Arezzo nei tuoi uffici mi sono impressionato dall'ambiente e dalla tua statura.
I documenti che ti ho consegnato erano quelli che tu avevi inviato a René e per qualche istante ho pensato che tu mi avessi scambiato per lui. Galli ha ristabilito la situazione...
Grazie per tutto quello che tu hai fatto per noi.
Questo pasto che ci ha permesso di radunarsi e di ricordarci certi avvenimenti passati...
Questo ritorno alla Verna... Ho scritto al Reverendo Padre de la Verna per domandargli una copia della pagina del "Libro d'Oro" dove noi e i tedeschi avevamo firmato. Non ho ancora ricevuto niente ma non deve essere così facile da trovare dopo tutti questi anni.
"La Burraia".... La fonte principale è la mancanza di "Esploratori" che avrebbero potuto avvisare della presenza di lavoratori italiani e soprattutto di soldati tedeschi.
Infatti noi siamo arrivati laggiù a circa dieci o venti metri dalle case verso dei civili che abbiamo allertato ma ormai era troppo tardi.
I tedeschi arrivavano con le loro armi, René e Haag tentavano di discutere mentre Tifone, Pierre e io e qualche altro traversavamo verso l'altro lato. Dei tedeschi hanno tirato, noi abbiamo risposto poi in tedesco è stato ordinato di cessare il fuoco e i nostri inseguitori si sono ritirati.
Con Pierre ho seguito Tifone e qualcun altro, traversato una strada verso ovest e quindi camminato tutta la notte credo verso sud.
II giorno seguente avendo perduto René e Haag, Tifone ci ha restituito la nostra libertà e scambiato le nostre armi con un PA a ciascuno.
Pierre e io siamo allora partiti verso "La Bicocca"dei Castellucci tra Giovi e Quarata: nostro rifugio iniziale. Laggiù una sorpresa ci attendeva. Sotto ordine di Tifone delle persone avevano lavorato. Risoltato: per ciascuno di noi avevamo trovato: un vestito nuovo su rnisura, una maglia, una camicia, mutande, calzini, cravatte, etc...e anche una borsa (o cartella porta documenti) e roba da bagno...
Dopo aver fatto una doccia e aver indossato i nostri vestiti abbiamo stabilito un documento certificante che i Castellucci erano amici degli alleati poi muniti di un approvvigionamento succinto siamo partiti verso nord.
Dopo aver camminato parte del giorno e della notte, durante le ore piccole eravamo a nord del Pratomagno. Sotto indicazione di un paesano ci siamo diretti verso un crinale e una campagna a nord ovest....
Laggiù dei partigiani ci hanno fatto prigionieri e disarmati ma dopo una discussione e senza dubbio delle informazioni ricevute, il giorno dopo le nostre armi ci erano state rese e uno di noi due è servito da guida per aggirare Firenze e raggiungere una macchia dove il capo era un "nobile"? e suo aggiunto il maresciallo capo inglese che noi avevamo conosciuto a Laterina. Da ciò che ho visto dell'armamento della loro truppa essi dovevano essere in contatto radio con Londra e aver ricevuto già il lancio paracadutato.
Tenuto conto dei nostri nuovi vestiti. della nostra buona presentazione, della speranza di un prossimo sbarco in Francia essi ci lasciarono in direzione di Bologna.
Dopo tre giorni di cammino, la padrona di una fattoria ci promette di prendere dei biglietti del treno per raggiungere la frontiera francese. Rasati di fresco, ripassati i nostri vestiti, il mattino seguente prendemmo il treno per Cuneo dopo aver cambiato ad Asti. La sera scesi in un villaggio prima di Cuneo abbiamo ricercato il parroco che ci ha donato due piccioni non spennati ma ci ha prestalo la sua serva per farci uscire dal villaggio pieno di tedeschi.
Il mattino seguente domandammo a un locandiere la strada per la Francia e se poteva farei cuocere i nostri piccioni....
Ci condusse allora al primo piano dove... 8 italiani stavano ascoltando alla radio lo sbarco in Normandia... Grazie a quella gente, ai carabinieri del posto e a un contrabbandiere il mattino seguente fummo in Francia e raggiungemmo la Resistenza francese.
Ecco la nostra storia, di Pierre e mia...
Partiti alle 7:00 da Gonfaron, alle 13:00 mio genero e io eravamo a Laterina. Per voi tutti Gonfaron non è lontano d'Arezzo. lo sarò felicissimo di ricevervi.
Grazie per tutto
Può essere a presto Gouget

[traduzione: Elena Alberti]