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Morton Perez

Messicano catturato dai tedeschi e rinchiuso nel campo di concentramento di Laterina, fugge dal compo l'8 settembre 1943 e si aggrega ai partigiani.
Viene catturato dai tedeschi sull'Alpe della Luna nel corso di un rastrellamento e fucilato il 3 giugno 1944.

La morte di Perez Morton

Il 2 giugno 1944 Morton partiva con una pattuglia di altri tre uomini alla volta della Spinella per perlustrare la zona dove si riteneva imminente un rastrellamento.
Giunto a destinazione si trattiene fino al mattino del 3 giugno e da qui, sempre con i suoi compagni, si dirige verso la localitÓ Montagna da dove era possibile tenere sotto osservazione la strada che da Sansepolcro conduce ai piedi dei montin dove risieveva il grosso della formazione.
Giunta in localitÓ Condotto verso le 7 del mattino, la pattuglia si imbatteva in un forte reparto formato da fescisti e tedeschi che nella notte aveva preso posizione nei dintorni di Montagna.
I nazifascisti, muovendo da Badia Tedalda, Sansepolcro, Bocca Trabaria, Aboca, Lamoli e Pieve Santo Stefano si erano concentrati verso l'Alpe della Luna. Le forze nazifasciste, valutate sull'ordine di 7.000 uomini, erano dotate di mezzi celeri per rifornimento e pezzi moderni e pesanti da combattimento.
I quattro partigiani ingaggiano il combattimento per distogliere le imponenti forze nemiche dalla direzione nella quale si trovava il grosso della formazione e riescono anche ad infliggere perdite al nemico.
Il combattimento si protrae per oltre un'ora e la pattuglia partigiana rimane completamente accerchiata ed impossibilitata allo sganciamento.
Lontano dal deposito ed ormai senza pi¨ munizioni, seppure consapevole della enorme superioritÓ di uomini e mezzi dei nazifascisti, Perez Morton cerca di prolungare l'impegno del nemico, giungendo a tentare una sortita ricorrendo soltanto alla baionetta del proprio moschetto per farsi largo fra i nemici.
Investito da una raffica di armi automatiche Morton rimane colpito al petto e alla testa e rimane ucciso.