memoria
Apre il sito della Provincia di Arezzo
Istituto/Museo AttivitÓ Luoghi Protagonisti Memoria Multimediale Libri Link Contatti Credits
Racconti tratti da E io ero Sandokan. Sguardi partigiani,
di Lorenzo Nasi, Arti grafiche Cianferoni, Stia (Ar) 2011

Ciccillo - Luciano Bianchi (Arezzo)

Io ero nelle zone del Pratomagno, su nel Casentino. Ero con la Pio Borri del comandante Nencetti. Entrai dopo l'8 Settembre. Venni a casa e stavo qui con i miei, sfollati a San Marco e ricordo che ce stava il Vecoli. I primi tempi, me ricordo, c'era un certo Marcello, morto  anche lui. Se cominciò a prendere le armi che l'americani lanciavano. Se prese anche del tritolo. Prima andai su da parte de Catenaia che c'era Siro Giannini. E dopo disse che qui non c’era posto e allora se tornò a Carda Calletta. Dopo de lie se fece le famose brigate de quaranta, cinquanta persone...ragazzi. Molte volte se dormiva nei seccatoi, che ce seccavano le castagne...le brice. Se dormiva lì, se dormiva in paese, ce davano ospitalità, sulle capanne. Se dormiva su quei sacchi de...quei materassi con le foglie de granturco in terra…
Un giorno diversi dei nostri erano andati giù a Chiusi della Verna a prendere le armi dai carabinieri e noi s’andava su verso la Verna. In quel mentre arrivava una macchina tedesca. Si sparò e anche loro ci spararono e frulla frulla arrivarono alla Beccia ed è lì che se prese l’ufficiale tedesco. C'era un capitano tedesco e un interprete fiorentino. Furono avviate delle trattative, degli scambi. Il mio comandante era Licio Nencetti allora. Era un bravo ragazzo, un ragazzo dimolto coraggioso. Amava l'avventura ecco in poche parole unnnera di quelli che...infatti fu la sua morte, la sua morte fu quella lì. Lo presero e lo fucilarono a Talla. Il mio nome di battaglia era Ciccillo. Utilizzavamo questi nomi perché tu quando entravi lie, negavi il tuo nome perché se un domani te prendeveno c'era la rappresaglia su la tu famiglia. Avevo un moschetto 91 che era più grande de me perché con la baionetta me sembra che superasse i due metri.
Diverse volte siamo stati attaccati,  ma è sempre andata bene. La paura viene sempre dopo il fatto.
Si ricordi questo: la paura viene sempre dopo.
Se lei c’entra con la paura, la prima pallottola è la sua. La paura viene dopo il fatto...porca miseria, pensi, ho fatto questo e questo. Mah ...va beh…s’aveva  vent’anni, vent’anni.
E a pensare però ecco, a pensare a tutto quello che s’è fatto e ritrovasse in queste condizioni qui dopo sessant’anni.  Ecco a questo punto ce se domanda cosa s’è fatto noialtri.
Rischiare la pelle, rischiare la pelle ai nostri genitori. E' successo rastrellamenti, fucilate…per chi?