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Ottaviano Pieraccini

Ottaviano PieracciniFiglio di Arnaldo, socialista e prestigioso direttore del manicomio di Arezzo, Ottaviano Pieraccini (Macerata, 15.5.1898 - Mauthausen, 28.3.1945), dedito agli studi giuridici, non ebbe modo di partecipare alla lotta politica prima dell'avvento del fascismo, ma portò nella professione di avvocato, esercitata a Milano negli anni del regime, uno spirito di intransigenza morale che ne faceva un naturale avversario del fascismo.
Nel 1942 a Milano fu tra i promotori delle riunioni clandestine che dettero poi luogo alla fondazione del Movimento di Unità Proletaria, sotto la guida principalmente di Lelio Basso, Roberto Veratti, Domenico Viotto, Lucio Luzzatto, Corrado Bonfantini. Dopo la morte di Roberto Veratti fu Ottaviano Pieraccini a ereditarne le responsabilità e la presenza polìtica: «Ovunque presente: nel Comitato di Liberazione dell'Alta Italia, nell'esecutivo del Partito, nella preparazione difficile e rischiosissima della stampa clandestina. Organizzatore ed animatore dello sciopero del marzo, quello che rimarrà la più eroica manifestazione di forza e di volontà del proletariato italiano nel periodo del terrore nazifascista ». (dal Corriere d'informazione del 16.2.1946).
Il 1° marzo 1944 Ottaviano fu catturato a Milano, tradotto nel carcere di San Vittore e da qui a Fossoli, a Bolzano e infine in Germania, nel lager di Mauthausen, dove giunse il 4 agosto.
Trasferito nel campo di eliminazione di Gusen, Ottaviano, per quanto gracile di salute, venne impiegato in una cava di pietra a trasportare massi ed alla fine di settembre si ammalò di polmonite. Grazie all'assistenza prodigatagli dai compagni di prigionia riuscì a superare la crisi, ma in dicembre fu nuovamente costretto al lavoro in un'officina. Qui le sue condizioni fisiche si aggravarono e nel marzo 1945, quasi agonizzante, fu riportato a Mauthausen dove si spense pochi giorni dopo l'arrivo.